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Farsi coraggio, sempre

Ieri ho pranzato con un’amica, dopo tanto tempo. Un’amica di quelle vere, alla quale ho detto subito di quanto fosse importante il tempo che stavo concedendo a me, e alla nostra amicizia, perché ora che sono mamma di tempo per me ce n’è davvero poco. Un’amica che mi ha cazziato per tutto il tempo che abbiamo passato insieme. Perché mi vuole bene.

“Stefy, sei brava, hai anni di esperienza, io non posso vedere che continui ad iniziare cose, o parlare di progetti bellissimi, e poi non ne porti a termine uno!”.

Mi ha fatto male. Un male però, che assomiglia a quello che senti quando vai dal fisioterapista, che ti lavora una zona del corpo dolorante, e quando esci dal suo studio magari ti è scesa anche qualche lacrima, ma…che sollievo. 

Avevo bisogno di questo? Si. Per rendermi conto del fatto che sono bravissima ad auto-sabotarmi. 

Sono mesi che lavoro ad un corso sulla composizione del colore, tra poco sarà pronto per essere pubblicato on line. l’ultimo gruppo tester lo ha completato pochi giorni fa, e hanno fatto di tutto per convincermi a brevettare quello che ne esce. Sono fiera, commossa, incredula, soddisfatta… eppure ho una gran paura di metterlo in circolo, perché ho paura che non piaccia. 

Quante cose facciamo, o meglio, non facciamo, per paura di qualcosa che si rivela essere insignificante? Ne ho perso il conto. Eppure, moltissime delle cose che poi, con uno scatto di coraggio facciamo, si rivelano molto più semplici del previsto. 

È ora di reagire. Inizio io, che tra poco metterò on line il mio corso sul colore, e se non piacerà…me ne farò una ragione. 

E tu? C’è qualcosa che non fai perché hai paura? Individuala, e chiediti se questa paura ha davvero senso. La risposta potrebbe essere semplice: “no”.

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